
La transizione verso l’idrogeno verde minacciata dai metalli rari e dalle tensioni geopolitiche
Lo sviluppo dell’idrogeno verde, spesso presentato come una soluzione chiave per decarbonizzare l’industria e i trasporti, dipende strettamente da metalli rari come il neodimio, il disprosio e il terbio. Questi elementi migliorano le prestazioni degli elettrolizzatori, delle pile a combustibile e dei magneti permanenti utilizzati nelle tecnologie dell’idrogeno. Tuttavia, il loro approvvigionamento rappresenta una sfida maggiore: oltre il 70% dell’estrazione e quasi l’85% della raffinazione mondiale sono concentrati in Cina. Questa dipendenza espone le economie importatrici a rischi geopolitici, come hanno dimostrato le restrizioni commerciali passate o le recenti perturbazioni nel Mar Rosso e in Birmania.
Uno studio recente ha utilizzato modelli di intelligenza artificiale per anticipare l’impatto delle tensioni geopolitiche sui prezzi di questi metalli. I risultati rivelano che un aumento dei costi del terbio o del neodimio può far salire il prezzo dell’idrogeno verde dal 5 al 9%, rendendo alcuni progetti meno redditizi. I paesi senza capacità di raffinazione locale, come quelli del Nord Africa o del Medio Oriente, sono particolarmente vulnerabili a ritardi e sovracosti.
Per garantire questa transizione, gli esperti raccomandano di diversificare le fonti di approvvigionamento, investire nel riciclaggio e sviluppare tecnologie meno dipendenti da questi metalli. Senza queste misure, la promessa di un’energia pulita e autonoma potrebbe scontrarsi con nuove forme di dipendenza, altrettanto strategiche di quelle che cerca di sostituire.
Références des contenus
Référence officielle
DOI : https://doi.org/10.1007/s12665-026-12907-3
Titre : A foresight study on the geopolitical vulnerabilities of the rare earth supply chain in securing green hydrogen
Revue : Environmental Earth Sciences
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : İsmail Hilali; Mehmet Akif İlkhan; Nergiz Ülker