{"id":19,"date":"2026-03-21T23:37:22","date_gmt":"2026-03-21T22:37:22","guid":{"rendered":"https:\/\/theengineeringreview.com\/it\/2026\/03\/21\/e-possibile-trasformare-i-rifiuti-plastici-in-un-farmaco-contro-la-malattia-di-parkinson\/"},"modified":"2026-03-21T23:37:45","modified_gmt":"2026-03-21T22:37:45","slug":"e-possibile-trasformare-i-rifiuti-plastici-in-un-farmaco-contro-la-malattia-di-parkinson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/theengineeringreview.com\/it\/2026\/03\/21\/e-possibile-trasformare-i-rifiuti-plastici-in-un-farmaco-contro-la-malattia-di-parkinson\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile trasformare i rifiuti plastici in un farmaco contro la malattia di Parkinson?"},"content":{"rendered":"<h1>\u00c8 possibile trasformare i rifiuti plastici in un farmaco contro la malattia di Parkinson?<\/h1>\n<p>Gli scienziati sono riusciti a convertire i rifiuti plastici in un trattamento essenziale per la malattia di Parkinson. Questa innovazione si basa sull\u2019utilizzo di batteri geneticamente modificati in grado di trasformare un componente della plastica in levodopa, una molecola utilizzata da decenni per alleviare i sintomi di questa malattia neurodegenerativa.<\/p>\n<p>La plastica, in particolare quella delle bottiglie o degli imballaggi, contiene un composto chiamato acido tereftalico. Utilizzando batteri come <em>Escherichia coli<\/em>, i ricercatori hanno sviluppato un processo biologico che scompone questo acido in pi\u00f9 fasi. Prima viene convertito in una sostanza intermedia, poi in catecolo, prima di essere trasformato in levodopa. Per ottimizzare questa produzione, gli scienziati hanno distribuito le fasi tra due ceppi batterici distinti. Questo evita i blocchi che potrebbero rallentare o arrestare la reazione.<\/p>\n<p>Una delle sfide principali era far entrare efficacemente l\u2019acido tereftalico nei batteri. I ricercatori hanno integrato un trasportatore specializzato nella membrana dei batteri, migliorando cos\u00ec l\u2019assorbimento del composto. Hanno anche scoperto che alcune molecole intermedie inibivano la produzione di levodopa. Separando le fasi in due tipi diversi di batteri, hanno aggirato questo problema e ottenuto quantit\u00e0 significative di farmaco.<\/p>\n<p>Il processo funziona in condizioni miti, senza prodotti tossici n\u00e9 temperature estreme. Ha permesso di produrre fino a 5 grammi di levodopa per litro di coltura, una quantit\u00e0 sufficiente per diverse dosi terapeutiche. I rifiuti plastici utilizzati provengono sia dall\u2019industria che da bottiglie usate, dimostrando la fattibilit\u00e0 del riciclo su larga scala.<\/p>\n<p>Per rendere questo procedimento ancora pi\u00f9 sostenibile, i ricercatori hanno testato l\u2019utilizzo di microalghe. Queste ultime catturano l\u2019anidride carbonica rilasciata durante la trasformazione, riducendo cos\u00ec l\u2019impronta di carbonio del processo. Sebbene questo approccio sia ancora in fase di sviluppo, apre la strada a una produzione pi\u00f9 rispettosa dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Questa innovazione non risolve da sola il problema dei rifiuti plastici, ma mostra come la biologia sintetica possa dare una seconda vita a materiali inquinanti. Trasformando i rifiuti in medicinali, questa tecnica combina riciclo e sanit\u00e0 pubblica, offrendo un\u2019alternativa ai metodi tradizionali che dipendono dalle risorse fossili. Illustra inoltre il potenziale dei microrganismi per creare prodotti ad alto valore aggiunto a partire da materie considerate scarti.<\/p>\n<hr>\n<h2>R\u00e9f\u00e9rences des contenus<\/h2>\n<h3>R\u00e9f\u00e9rence officielle<\/h3>\n<p><strong>DOI\u00a0:<\/strong> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41893-026-01785-z\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41893-026-01785-z<\/a><\/p>\n<p><strong>Titre\u00a0:<\/strong> Microbial upcycling of plastic waste to levodopa<\/p>\n<p><strong>Revue : <\/strong> Nature Sustainability<\/p>\n<p><strong>\u00c9diteur : <\/strong> Springer Science and Business Media LLC<\/p>\n<p><strong>Auteurs : <\/strong> Benjamin Royer; Yuta Era; Marcos Valenzuela-Ortega; Thomas W. Thorpe; Connor L. Trotter; Kitty Clouston; John F. C. Steele; Nicoll Zeballos; Eugene Shrimpton-Phoenix; Bhumrapee Eiamthong; Chayasith Uttamapinant; Christopher W. Wood; Stephen Wallace<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile trasformare i rifiuti plastici in un farmaco contro la malattia di Parkinson? Gli scienziati sono riusciti a convertire i rifiuti plastici in un trattamento essenziale per la malattia di Parkinson. 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